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Transeuropa Festival torna a Bologna!

Amsterdam, Barcellona, Belgrado, Berlino, Bologna, Bratislava, Cluj-Napoca, Londra, Lublino, Parigi, Praga, Roma, Sofia, Varsavia !!! Torna Transeuropa Festival ovvero 14 città, un solo festival!!

Cliccando QUI la programmazione delle attività a Bologna!

Transeuropa Festival è il primo festival autenticamente transnazionale, che dal 2010 si svolge simultaneamente in diverse città europee. È promosso dall’organizzazione European Alternatives e dal Transeuropa Network, un team di oltre cento attivisti, scrittori, pensatori, artisti e curatori provenienti da tutto il continente. Nel maggio 2012 coinvolgerà ben 14 città europee. Non si tratta di quattordici festival che si svolgono in contemporanea, ma di un solo festival che si dirama nel continente, attraverso eventi collegati e la circolazione di persone tra le diverse città, con eventi che spaziano dalle conferenze alle installazioni artistiche, dai dibattiti agli eventi musicali.
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ono arte contemporaneaLa Ono Arte Contemporanea di Bologna si riconferma una delle protagoniste indiscusse del mellieu culturale nostrano e con “Quadrophenia: a MODern world” dimostra ancora una volta una spiccata curiosità per quei movimenti musicali capaci di determinare prepotenti cambiamenti dell’immaginario, dei costumi e delle sensibilità culturali. Dopo il Punk e il Glam, la galleria di Maurizio Guidoni, Vittoria Mainoldi e Elena Pullega ha deciso di cogliere la sfida, tanto ardua quanto appassionata, di raccontare i Mods, quella generazione che partendo dal Regno Unito ha sfrecciato per tutta Europa, e non solo, a bordo di una vespa indossando fred perry, natty suits e l’immancabile parka. La mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 24 maggio, trae chiaramente ispirazione dal celebre album del 1973 degli Who e dall’omonimo film di Franc Roddam datato 1979, anno del primo revival del movimento nato a Londra alla fine degli anni cinquanta.

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Mi piace raccontare un esperimento che declina i temi della memoria, dell’identità e del potere che hanno i capi d’abbigliamento di rappresentare una sintesi perfetta di creatività e stile, ricerca tecnica e riflessione sociologica. A Bologna il Museo Davia Bargellini ospita fino al 15 luglio il ciclo “I quattro volti del sarto”, dedicato al metodo sartoriale e che si articola in 4 esposizioni a tema: il Sarto Intellettuale, il Sarto Privato, il Sarto Architetto e il Sarto Stilista.

Il progetto nasce sotto l’elgida dei Musei Civici d’Arte Antica, nel desiderio di condividere con la città un ricco patrimonio recentemente acquisito grazie alle donazioni della storica Sartoria Canedi e di altri privati. Per l’occasione è stata creata una nuova sezione del Museo Davia Bargellini, composta da manufatti tessili di diversa tipologia, abiti, figurini, cartamodelli, modelli in tela, foto ufficiali delle sfilate, riviste specializzate, campionari di tessuti e di altre finiture per l’abbigliamento, databili dalla fine del XIX all’inizio del XXI secolo.

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Giovedì 5 aprile sul palco del Locomotiv Club di Bologna si apre il sipario e inizia una vera e propria esplosione di suoni e rumori avvolti da una nebbia creatrice di un’atmosfera grigia e quasi sospetta: benvenuti al concerto del trio newyorkese A Place to Bury Strangers.


Arrivo subito al sodo, senza fare troppi giri di parole: gli APTBS sono un trio, ma non appena salgono su di un palco fanno tanta di quella confusione  da chiedersi dove siano gli altri 3\4 componenti .
Le sonorità noise sono unite a una nebbia tipicamente shoegaze che, amalgamandosi perfettamente ad un gioco di luci e a tanto fumo sul palco, realizza proprio quell’atmosfera cupa e distorta che avvolge band e pubblico.
Gli APTBS  sono un mare in tempesta, un uragano, un’esplosione di improvvisazione continua che spacca piacevolmente i timpani; ma, improvvisamente, dopo un’ora intensa e travolgente di live, tutto si ferma e si chiude il sipario  con stupore generale dei presenti che aspettano invano un encore di Olivier e compagni.
Un concerto breve (50 minuti circa) ma estremamente intenso che rimarrà per lungo tempo nella testa e, soprattutto, nelle orecchie di chi ha partecipato.

Un ponte ideale e ideologico fatto di colori, immagini ed emozioni lega in queste settimane Roma e Bologna. Fino al 30 aprile le due città si fanno interpreti e protagoniste di un grande evento culturale, celebrando con due mostre in contemporanea il genio e l’arte di Steve McCurry.

E così, mentre al MACRO di Roma il percorso espositivo si articola in oltre 200 scatti selezionati tra i lavori realizzati in Birmania, in Thailandia, a Cuba e anche in Italia, in occasione dei 150 anni dell’unità del nostro Paese, a Bologna la Galleria Spazia di Marco Bottai ospita una preziosa rosa di 20 fotografie tra le quali anche il celebre La ragazza afgana, immagine scattata in un campo profughi a Peshawar, in Pakistan, divenuta storica copertina del National Geographic e utilizzata anche da Amnesty International nei suoi materiali di comunicazione.

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Giovedì 5 aprile il palco del Locomotiv Club ospiterà una delle migliori band alternative della scena newyorkese, ovvero gli A Place to Bury Strangers.


La band, composta dal fondatore Oliver Ackermann (voce\chitarra), Dion Lunadon (basso) e da Jay Space (batteria), proporrà non solo brani dell’esordio omonimo (2007) e del successivo “Exploding Head” (2009), ma anche pezzi dell’ultimo EP “Onwards to the Wall” e dell’attesissimo terzo album in studio “Worship”.
Il trio newyorkese regalerà al pubblico del Locomotiv sound suggestivi e divaganti tra il psychedelic rock, il noise e qualche atmosfera più piacevole e coinvolgente di matrice shoegaze: assolutamente da non perdere!

Ad aprire i nostrani Soviet Soviet.

Apertura porte ore 21:30
Inizio live ore 22:30
Ingresso 10€
Tessera AICS obbligatoria (5€)

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“Signori e Signore… la Brunori Sas!”

“Signori e Signore sono lieto di presentarvi lo spettacolo in atti della Brunori Sas!”, ecco cosa avrebbe detto un ipotetico presentatore la sera del 22 marzo al Locomotiv Club di Bologna.

Si, perché il live della Brunori Sas è stato un vero e proprio spettacolo: preparato ad hoc ma con genuinità, semplicità e tanta, molta, umanità!
Con ordine…
Le luci si accendono e sul palco compare parte di Kyle… sembra una cosa strana, ma è così: Kyle è un progetto nato dalle “canzoni da cameretta”, come le definisce lo stesso autore, Michele Alessi (già Captain Quentin) che “gestisce” (per rimanere in termini di societari…) la cricca imprevedibile composta dalla batteria di Massimo Palermo (Brunori Sas, Red Basica) o da quella shakerata di Yandro Estrada (Camera237), dai tasti di Ignazio Nisticò (Camera 237, Portland Souvenir) e Dario Della Rossa (Brunori Sas) e dalla chitarra acustica di Aldo D’Orrico (Miss Fraulein, Muleskinner Boys). Ma come accennato, staserera c’è parte di Kyle, non tutto! Ci sono Michele Alessi, voce e chitarra, e Aldo D’Orrico, chitarra solista e cori. I due intrattengono magistralmente con canzoni dal sapore folk americano, cantate per l’appunto in lingua inglese, il pubblico Brunoriano venuto ad ascoltare il cantautore Calabrese. Attenzione, anche Kyle è Calabrese, che sia questa l’alchimia!?
Questo non è dato sapere, sicuramente Kyle è un gran progetto, la gente approva e va a ritmo di schitarrate folk accompagnate da riff in blue grass style. A fine live, il grosso applauso e più che meritato!
Silenzio in sala, tutto buio. Si accende una luce ed entra l’uomo tanto atteso: Dario Brunori!
Prende la chitarra e accompagnato solo dalle voci all’unisono del pubblico intona “Il pugile”.
Finita la canzone saluti battute accompagnate dall’ingresso di Mirko Onofrio (fiati e percussioni) e Dario Della Rossa (tastiere), quello con cui il pubblico, entrato in un clima familiare e affettuoso, chiama “Maestro”. E così lo spettacolo continua, scandito dai suoi “atti”, perchè è quasi uno spettacolo teatrale dove la musica accompagna le tante storie narrate dal cantautore. Le luci, semplici ed efficaci, scandiscono i tempi e cambiano gli stati d’animo.
La Brunori Sas presenta anche alcuni dei brani che fanno da colonna sonora al film “E’ nata una star?” di Lucio Pellegrini. Dario trova anche il tempo di farci stare una dedica al grande Lucio Dalla, scomparso ai primi del mese, a cui segue un applauso terminato solo dal cambio d’atto.
A fine spettacolo la Sas viene richiamata a gran voce sul palco, segue un rientro e altre due canzoni.
Il pubblico non vorrebbe andarsene più, ha instaurato un rapporto stretto con le persone che sono sul palco, non c’è distacco tra protagonisti e spettatori. Il merito di questo è sicuramente della loro grande, grandissima umanità, serenità e semplicità, disponibili con il pubblico durante e dopo il concerto. Il tratto più bello di semplicità e di umanità è in un frangente, forse in pochi se ne saranno accorti: dopo aver eseguito “Come stai” centinaia di volte, alla frase “(…) di com’è triste natale senza mio padre (…)”, Dario da a un breve ma intenso sguardo al cielo, come a mandare un saluto al padre scomparso tempo addietro.
Lo spettacolo termina, c’è chi va via e chi si dirige a comprare il nuovo disco della Brunori Sas, quello con le canzoni del sopracitato film. Io mi dirigo dietro le quinte dove trovo il nostro “Amministratore Delegato” della Sas giustamente stanco dalla performance, ma non abbastanza perchè accetta di buon grado una chiacchierata con tutti quelli che si presentano a fargli un complimento o a chiedergli una foto o un autografo. Il tour è cominciato con un cambiamento, il taglio degli ormai famosi baffi, quello che non è cambiato è la grandezza di certe persone, di certi artisti!

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Jonathan Richman @ Off Modena il 15 marzo!


Il 15 marzo sul palco dell’ Off di Modena si esibirà Jonathan Richman, storico frontman e fondatore all’inizio degli anni ‘70 dei The Modern Lovers nonché  personaggio chiave del proto-punk degli ultimi 30 anni.
Oltre al successo ottenuto con la sua band composta dal tastierista Jerry Harrison e il noto David Robinson alla batteria ( Talking Heads, The Cars), Richman ottenne ottime recensioni e giudizi  per il suo lavoro da solista, non solo in America ma anche in tutta Europa: infatti, questo”mostro sacro” della musica internazionale viene tutt’ora considerato il progenitore della scena Punk-Rock .
Questa all’Off di Modena sarà, dunque, un’occasione unica per fare un salto nel passato grazie a questo grande musicista che ha influenzato molti giovani artisti italiani e stranieri.

Maggiori info sulla pagina facebook delle evento: https://www.facebook.com/events/203294529772159/